Sì, okkey, SanRemo è SanRemo e lo si guarda e lo si giudica sempre volentieri.
Però a tutto c’è un limite.
L’Antonellona mascherata da gamberone catarifrangente?
O vogliamo parlare di Arisa vestita da Nonna Papera e la Banda Bassotti in gonnella come coriste?
Oppure della passivaccia codata Valerio Sacania (sì, Scania, perchè ha senso solo sotto un camion)?
Il meglio però lo hanno dato i due fratellini Sonhorici, sono ancora qui che penso a cosa avranno voluto dire con “‘sei un fuoco tra due specchi, una scia nel silenzio del cuore”. Terribili.
A parte Dita (per gli amici -Lina), a dir poco D-I-V-I-N-A, ma c’entra come i cavoli a merenda, al Festival, non salverei nessuno.
Anzi no, salvo il povero Prince Filiberto, mi fa così tenerezza, lui non se lo meritava di andare a fare quella figura di merda con Pupo e il tenore fallito.
Comunque, io voglio essere lei.

A me hanno dato tanto anche quando cantavano “qualsiasi sia il tuo nome, ti amo, baby”. Cioè, nel senso “boh, sì, dai, te lì in fondo”? e poi erano dei cartonati, non avevano tridimensionalità.
In any case, un plauso all’Antonellina che c’ha un malone ai piedi e pensa solo all’Essaven gel.
(amore, ma perché non possiamo guardarlo insieme e fare i giudici? forse dovremmo fare i provini per andare a giudicare almeno a X factor con Mara – o la Posse).