Category: nightswimming


Wonderland

Baciami (ancora)

 

Bambolina Barracuda

Sta spuntando il sole, da questo cielo nebbioso. D’istinto abbasso la visiera del parabrezza dell’auto, ma poi ci ripenso e mi lascio accecare da quella luce timida. Perchè è bello, ogni tanto,chiudere gli occhi e  abbassare le barriere.

Mi piacerebbe essere come voi. Decidere che ora è tempo di smettere di difendersi, che è il momento di innamorarsi e farlo. Mi piacerebbe davvero. Ed essere serena. Forse non è ancora tempo per me, forse sono solo confusa.
Ho pensato molto all’amore, in questo mese e mezzo di assenza. Sono anche stata fidanzata, un paio di giorni. Non è stato male, peccato che non mi battesse il cuore. Poi ho rivissuto quella notte delle streghe, qualche mese fa, e mi sono resa conto che, quell’ultima volta in cui abbiamo fatto l’amore, io e lui, ero solo disperata.
E’ molto tempo ormai che non mi sento più indifesa. Mi vedo dentro ad una bolla, nella quale nessuno può entrare, che rotola verso mondi più grandi, perchè questa vita, queste menti, sono piccole per me. Però mi perdo. Incontro cose che mi sporcano. Oggi un dolce fiocco di neve mi ha scritto che le manca quella sua amica innamorata della vita e, forse, ha ragione. Non sono più così scandalosamente alla ricerca di qualcosa di fantastico, la mia luce si è un po’ spenta. Non ne sono felice, anzi, a volte sento un peso così grande, qui, proprio sul petto, e mi sento così piena d’amore che vorrei scoppiare, e non sapere a chi poterlo regalare mi ferisce più di mille abbandoni, mille tradimenti.
Chissà com’è, essere innamorati.
Perchè vedete, a volte sarebbe molto più facile se lei tornasse vestita soltanto del bicchiere, come diceva il buon Liga, ma a volte, sarebbe altrettanto semplice, come una scopata di sabato sera, lasciarsi amare. Non si fa fatica, ci si sente belle, coccolate, al caldo. Lasciarsi travolgere è diverso.
Vorrei davvero conoscere qualcuno che, guardandomi, mi facesse sentire nuda. Vorrei trasalire, correre, sorridere, piangere.
Voglio vivere della luce che emano, voglio commuovermi per un sorriso nato da un mio gesto spontaneo. Vorrei che esistesse una persona, al mondo, senza la quale non posso vivere.
Non voglio più bastarmi.

 

ps. l’ultimo post, del 26 dicembre, finiva con l’annuncio della serataccia al Pineta. Lo so che avete tutti pensato che fossi morta là, in qualche pattume di Mi.Ma, ma no, avevo solo bisogno di un po’ di privacy.

pps. non vi preoccupate se non afferrate il senso preciso di questo post, rileggendolo non lo capisco nemmeno io.

Notturno degli amanti inesistenti.

Travolgimi, maleducato
prendi la mia mano, con il nobile gesto sicuro della tua.
Spogliami, con la sfrontatezza dei tuoi occhi
incoscienti.
Inarca il giovane stelo di giunco che sorregge la mia carne
e il mio ventre.
Bevine, della sua ferita.
Trema, accogliendo due giovani boccioli tra le tue mani
gentili, ora.
Schiacciami, con il tuo peso prepotente, impaziente e
sollevami,  leggera,
come spirito, come brivido.
Respirami, pulsando
stringendo
lasciandomi.

Impressioni

Not only the landscape but also the wind, that touches the leaves… and breath the wind in the same time.

(Lui è tedesco, ma ha letto le mie intimamente italiane parole, e ha pensato questo, in inglese, di me. Il linguaggio è un codice vuoto, ma le atmosfere sono sensazioni che esplodono nel non-tempo e nel non-luogo.
Grazie, Deutsche boy).

Where are we running?

Stasera, mentre mangiavo la mia pizza fredda davanti al pc, parlavo con un e-friend della nostra condizione di singletudine.  Ovviamente, ultimi baluardi dell’orgoglio single, tessevamo le lodi del nostro coraggio di stare soli, vincere l’acidità, piuttosto che vivere una vita finto-felice. Ed è vero, l’ho già scritto tante volte, io non voglio una storia di serie B solo per non rischiare di stare in panchina. Voglio un amore bellissimo. Il fatto è che, a forza di stare da soli, ci si abitua. Ci si crea una vita piena e soddisfacente, si diventa belli, interessanti, colti, affascinanti, esigenti, molto esigenti e poco avvicinabili. Io tendo alla qualità, voglio attorno a me persone che stimo e, in questo, il limite dello snobismo è labile; e scatta anche quel meccanismo di autoconservazione per il quale ci si convince che alla fine così si stà bene e poi, mica abbiamo tempo noi, per un fidanzato, abbiamo le amiche, gli amici, le mostre, gli interessi, i viaggi, i progetti, le grandi speranze.  Perciò, si entra in un circolo vizioso per il quale siamo single, giovani, brillanti, lavoriamo, mille interessi e zero tempo per gli altri. Diventiamo meravigliosi esseri di vetro. Intoccabili. La domanda è allora, dove stiamo correndo? Ci diamo un gran da fare per diventare perfetti, corriamo, corriamo, ma verso cosa? E’ giusto avere un obiettivo, anzi, vitale direi; ma è come in un viaggio, si decide la meta, ma quanto è bello farmarsi, un attimo, abbracciati a someone special, a guardare il panorama? Forse è solo un problema di confusione, di fermarsi nei luoghi sbagliati. Perchè se si continua solo a fare sesso a caso o ad essere sempre ubriachi o indifferenti, non so, ma forse lì l’amore, non ci si farma così facilmente, e non è una quesione di essere più o meno puri, è che ti abitui. Ti abitui a non dare importanza, a non emozionarti, a non emozionare. Io non so quali siano i luoghi dell’amore, ma so che se non ci si lascia travolgere, ogni tanto, chiudendo gli occhi, non si scopriranno mai i posti segreti. E, forse, queste sono le ennesime banalità sul tema, ma, in fondo, anche un cretino che ti invita a cena sperando di riuscire ad inventare qualcosa per sorprenderti è banale, ma è quella piccola semplicità che ci fa sorridere. No?

Notte, amici.

Coerenza

Volevo solo dirti che non ti penso più.

Piccole dolcezze quotidiane

Oggi pensavo a cosa mi fa sorridere ogni giorno.
La giornata, ovviamente, iniziata con la consueta, noiosissima, meditazione del mattino riguardo al ecco, vedi, as usual, nel cellulare nessun messaggio, non dico emozionante, ma almeno degno di nota insomma, le depressioni tipiche da chi è sola a un po’. Quindi arrivo in ufficio, ancora addormenta, traballate sui tacchi, accendo il pc e, insieme alle futilities, scarico la consueta newsletter di Milano Finanza che, in coda, ad augurarmi il buongiorno, aveva questo…

Non siate solo stendardi
ma anche terra presente.
Non siate solo musica
ma anche silenzio di perla.
Non perdete mai il contatto
del vostro cammino:
ricordatevi che il sangue si ferma
perchè non vuole parlare.
(Alda Merini)

E questo piccolo pensiero, inviato di default a mille manager stressati, a me un po’ basta, per respirare. Perchè la bellezza è vita.
E mi piace e mi fa sorridere lo scegliere le parole migliori per dire qualcosa di semplice, per regalare un attimo piacevole a chi mi legge.
Adoro sentire le persone che amo per dire sciocchezze. La mattina, in macchina, mi lascio avvogere dal calore del riscaldamento mentre cerco la canzone del giorno, alla radio. Mi piace frugare nella borsa saltando dai guantini alla pochette del trucco per arrivare alla scatolina dal gustò retrò delle caramelle che fa sorridere tutti quelli a cui le offro. Dico ancora Buongiorno e Buonanotte, alle persone, davvero, non come intercalare. Accolgo, come fosse un rito, le gocce di profumo sul collo . Dono pensieri, non solo parole.
E anche tu, mio caro Blog, sei una dolcezza. Un prendermi cura della mia anima che ultimamente faccio poco, non ti parlo di rado e spero che tu non ne sia dispiacuto. Spero che tu sappia che forse ho meno tempo, ma non mi sto trascurando. Anzi, mi sto coltivando, perchè voglio essere perfetta per chi c’è e per chi arriverà, al momento in cui arriverà. Desidero piacermi, nel puro godimento estetico e in ciò che posso fare per chi mi è accanto.
E, cullandomi in questi pensieri, capisco che la differenza la facciamo solo noi. E’ avere il sole dentro che scalda i sorrisi. E che, poi, tutto sommato, la mia vita va avanti uguale, con le serate folli, gli aperitivi chic, le cene, il sesso, il cinema, il lavoro, i bei libri, gli amici, i genitori, ma, è vedere, in mezzo a tutto ciò, dentro a tutto ciò, tante minuscole stelle scintillanti, che fa la differenza. Come, la notte, d’estate, essere sdraiati oppure stare ad ascoltare il canto di mille grilli.

Today is a good day

Buongiorno Mondo!

Scrivo in direttissima dal mio ufficino nuovo. Mi ci sono insediata oggi, per la prima volta. Ho fatto conoscenza con i miei spazi, mi sono presentata con i ripiani dell’armadio, litigato un po’ con le porte usb, calibrato la sedia su misura, sparso un po’ di roba sulla scrivania per creare un po’ di disordine.. C’è un sileeeeenzio, sarà il caso che mi faccia degli amici immaginari. A parte la mia condizione da eremita, sono contenta. Oggi ho preso il mio primo Brava! ed, effettivamente, me lo meritavo. Qundi, a parte la vecchia acida, è tutto abbastanza perfetto.
Ripensavo anche al w-e appena finito.
Venerdì, Il Concertone. Da bravi sorcini, io e il mio fido scudiero Marty, ci siamo avventurati in quel di Bologna per vedere il Renatone Zero. Un oceano di gente. Lui, fantastico. Un one man show che alterna momenti di burlesque poeticamente eccessivo a punte di lirismo assoluto ad atmosfere torbide di ricordi e di aria pesante di fumo e alcool, da club agli sgoccioli della notte, agli sgoccioli di umanità, e canta passeggiando per i vicoli del mondo, salutando un vecchio, pregando la luna, carezzando un gatto. Intenso, trionfante, nostalgico, passato e presente.
Sabato. Snoopy. Again, not yet. Un delirio di tentativi di stupro, black-out, risse sfiorate, giovani uomini che soffrono, quelli che mancano, che sono a scegliere il loro palliativo. Ah, in tutto questo, mi sembra giusto dirvi che la dietologa mi ha interdetto l’uso di alcolici, tutti gli alcolici. Quindi ho assistito a questo scenario post-atomico con all’attivo due coca-cole, tragicamente sobria. Questo mi ha dato moltissimo (ma mai quanto per l’affaire 14/11) e mi ha fatto pensare, tornando, mentre litigavo al telefono con un ubriaco che aveva dimenticato le chiavi nella mia borsetta, che io, alla fine, snobismi a parte, mi diverto sempre e comunque dappertutto. Sinceramente. Anche nella serata più trash, anche se la Paolieci mi trascina ad una cena volgar-chic con tre Pr, un Dj cocainomane, un fotografo sfigato e quattro puttane cheap.
E anche se sabato sono andata a letto con la pioggia nel cuore, per il mio sentirmi sempre diversa e un po’ fuori posto, per il non capire dove si ama, non importa molto.
Today, is a good day.

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