Ieri notte, al termine di una serata zoo safari nei locali più trash di Modena, con osservazione scientifica dei comportamenti e tentativi di accoppiamento tipici della mostruosa umanità rimasta in the city e apertura del contest ‘Chi riesce a farsi abbordare dal Peggiore’, io e la Dottoressa Zaccarelli convenivamo sul fatto che il nostro Ego ha un problema. Finiamo nel classico locale tragico, farcito di shampiste in libera uscita, tamarri camiciati scollati, non-giovani sotto vuoto, uomini in ciabatte e sappiamo di essere esteticamente e mentalmente superiori. E si potrebbe pensare ‘Beh, grazie, vai in mezzo ai mostri, ovvio che ti senti superiore, come sparare sull’ambulanza’, ma in realtà frequentiamo molto più spesso posti fighissimi e pieni di gran gnocche, sceme, ma gran gnocche, e comunque siamo intellettualmente superiori. Comunque siamo diverse. Credo che questa macrovalutazione di noi stesse ci porterà ad avere quache difficoltà in campo sociale. Ma così ci vuoi fare, del resto è così.
Tag Archive: Baluardo
Con estremo ritardo, il resoconto del venerdì notte, qualche istantanea.
*due signorine che, vestite da gran soirée, si apprestano a rompere una maledizione ancestrale.
*σὺ μὴ ἴσταμαι καλῶς.
*Luigi che si perde tragicamente e si fa tutta la via Giardini a piedi (nuda, col cappotto).
*I racconti del terrore, su gli uncini e i ghigni malefici. E la netta sensazione che qualcosa accadrà.
*In viaggio col Feone. Accelerazione da 0 a 210 in 3 secondi, Modena-Correggio in 10 minuti. On air: Franco Califano, Minuetto.
*L’uomo dall’occhio bendato, e il presagio di morte.
*Gli incontri e i morti viventi.
*-Noto che il profumo non l’hai cambiato… (in realtà l’ho cambiato eccome, il profumo che avverti tu credo sia un altro…)
*-Tuo cugino mi chiama tutti i giorni per chiedermi come sei a letto.. Io rispondo, da follia. (prima o poi, troveremo dei volantini pubblicitari, in giro…)
*Le nostre amiche che si divertono moltissimo e vogliono scappare in un altro locale.
*La chiusura del Baluardo (e la definitiva scissione dei miei piedi dal mio corpo).
*Il tuo amore a cui brillano tanto gli occhi. E tu sei felice per lei, ma anche un po’ preoccupata, e provi a proteggerla, contenta poi, di esserti sbagliata.
Un tranquillo sabato sera.
Ancora trascinandosi sul viso le occhiaie del venerdì notte, la Vostra, armata di tanta buona volontà, nelle 18 di un caldo sabato pomeriggio primaverile si appresta ad uscire per raggiungere l’amico psicologo ad una conferenza da persone serie (serie per modo di dire poi..dato che, avvicinandosi al luogo della conferenza ha incontrato l’illustre e televisivo ospite -che si è presentato dicendo ‘Piacere Vale’, molto professionale..- e il suo psicologo a passeggio per il paese come due bambini in gita). Ovviamente, da ragazza previdente quale è, la signorina sa che le persone serie, dopo le conferenze, smettono di essere persone serie e vanno ad alcolizzarsi in qualche posticino chic, perciò decide di uscire fighissima, fasciata in un tubino bianco e su tacchi vertiginosi. Ciò che non sa, la vostra eroina, è che il suo cavaliere ha in mente per la serata un piano diabolico, che suona circa così: ‘Vale, andiamo a fare l’aperitivo in un posto che ti piacerà da matti, carinissimo… però però… ecco, sarebbe sotto le due torri, a Bologna… Dai! Ti carico in scooter e andiamo!’ O_O In scooter?!! Ma, ma… i capelli.. la sciarpina di seta.. il tubino… Colta da una disperazione iniziale, ci pensa un attimo, ma poi lo spirito da ragazzaccia prevale, e così, oplà, su la gonna, stretta nel tranch, tacchi arpionati alle pedanine… e via, immersi nel vento di una calda serata che sta per iniziare. E sapeva che non se ne sarebbe pentita (forse solo un pochino, a sopportare gli sguardi tra l’esterrefatto e il voglioso dei taxisiti in colonna di fianco a loro ai semafori), perchè le chiacchere tra caschi, guardando la strada che scorre sono fluide e molto confidenziali e perchè, Bologna, di notte, in moto, è meravigliosa… si respira il profumo dell’intelligenza, della cultura, della storia dei palazzi, si respira l’ombra del tepore del sole che era su quei muri, qualche ora prima. Aperitivo carino, gente nuova, diversa, storie di vite raccontate. Persone che non si rincontreranno mai, magari, ma che le hanno lasciato una briciola delle loro vite, tra uno spritz e una fragola.
Poi, il ritorno, veloce e freddo, verso chi ha appena terminato una cena carina e, a tratti, caricaturale, proprio come ci divertono tanto. Quindi, si raccoglie Thelma e si sale su una macchina, finalmente. La vostra centaura, intanto, cerca disperatamente di fare qualcosa per la propria bellezza, di cui rimanevano ormai solo i ricordi, ma invano (maledetti caschi! volevo precisare che quei film in cui c’è la figa che scende dalla moto e si leva il casco liberando una chioma di capelli meravigliosamente fluenti, ancora perfettamente truccata, sono solo film! dannazione! nella vita reale, quando ti togli il casco, hai i capelli più crespi di un corista gospel e allo stesso tempo appiccicati alla testa, per non parlare della patina di schifo che ti trovi sul visino… ma lasciamo stare..). E qui riprende la famosa saga dal titolo ‘Thelma e le sue buone idee’, nella fattispecie nella puntata ‘Facciamo un giretto al Baluardo?’. Molto bene, i racconti del cavaliere (del Duce) di Thelma, fanno da degno preambolo alla serata. Perciò si entra, con la Vostra con in mente immagini di uomini che litigano in macchina riguardo la marcatura del territorio e altri uomini che negano l’evidenza e commenti del tipo ‘eh, si, la amano molto… anche i miei amici…’ (e la NECESSITA’ di andare a cena al greco PRIMA di qualsiasi altra trasferta in duna). Nel giro di dieci minuti incontrano tutto il peggio del terziario modenese, si ritrovano catapultate nell’angolo ristoro di un autogrill e Thelma viene clamorosamente beccata dove non doveva essere. Venti minuti più tardi, un vodka lemon e un giro in bagno dopo, e si comprende la necessità di abbandonare il locale, perchè quando si inizia ad incontrare i propri sottoposti (leggi: la tua estetista travestita da Jasmine o la cassiera del Conad imprigionata in un top di rete fuxia e col glitter sulle sopracciglia che sembra forfora azzurra) nei locali che dovresti frequentare tu (o meglio, non dovresti), c’è un problema. Quindi tappa piadina, perchè i motociclisti, affabulati dalla notte bolognese, non avevano cenato. E poi nanna. Morta, infreddolita, sazia, sognante e, come sempre, sinceramente divertita dalla vita.
