05/02, giovedì.
Come te nessuno mai, Gabriele Muccino (1999).
Quattro birre, due spritz e una canna. Un mondo di incredibili parole custodite in una macchina parcheggiata davanti al parco di quando eravamo bambini.
06/02, venerdì.
Studio 54, Mark Christopher (1998).
Un apericena che comincia con un calice di proseccaccio che si rovescia distribuito equamente su quattro fanciulle (fortuna che la seta non rimane macchiata). Continua con una conversazione dell’assurdo con Leopardo27 e Chuck Norris sulla latteratura contemporanea da Fabio Volo a Paolo Choelo e sulla filosofia, con Chuck che sentenzia ‘bhè, io a Platone preferisco sicuramente Socrate’ … certo, come io preferisco i sandali gioiello alle ballerine. I sandali gioiello della Silviette. E io che guido la lunghissima macchina in leasing di Chuck fino allo Snoopy. Poi il delirio. Un tavolo a metà e alcool anche per chi è stato a casa. Luigi che litiga con l’immigrata gialla e la conseguente dipartita. La foto dei più belli. Thelma e il suo amico Pompino. ‘Esci da questo culo’. Le bretelle viola e le mani in tasca che si divertono moltissimo. Il mio vestito abissalmente slacciato. ‘Vecchia, qui c’è del sangue!’. Le bottigliette d’acqua. I baci a caso. Il troglodita con cui ho conversato all’uscita di cui non ricordo assolutamente nulla. Il litigio per non farmi guidare. Gli occhioni dolci della momo che mi seguono fino a casa. La sensazione che, in serate così, saremo sempre i più belli, ma soprattutto i più scemi.
07/02, sabato.
Natale a Tokio, (verosimilmente) Fratelli Vanzina (2009).
Come dice Thelma, il nostro fiuto impeccabile per il trovarci in situazioni improbabili. Un finto ristorante giappo, con i camerieri cinesi e tutti i personaggi più trash degli ultimi 20anni di Natali Vanzina. Cristian de Sica, direttore della banca di Teramo(esiste?!) e la compagna con il piercing al naso e i capelli fuxia, la finocchiona e la presindentessa tettona del Rotari, Chuck Norris, Giorgio l’investigatore privato, Io&Thelma, Luigi e il Nano, un monosopracciglio con i camperos, un padre di famiglia con foulard e il sempre mitico Leopardo27 con un maglioncino turchese ‘perchè oggi mi sentivo vivace’. Scena madre, io e la tettona del Rotari: ‘io ti ho già vista’ ‘può daVsi, foVse da GiuVsti, io abVito in via FaVini…’. No vecchia, è stato un anno fa…quando, completamente sbronza e conciata per le feste, la sera del mio compleanno, feci irruzione ad una seriossissima cena del Rotari al P&V…