Ad un certo punto capita che si debba fare i conti con la realtà. Il punto è che non mi aspettavo che fosse così dura la vita. Non ero preparata. Ho sempre pensato che prima o poi, comunque, mi sarei innamorata. Che avrei trovato una strada, che mi avrebbe resa felice. Invece ho 25 anni, vago per il mondo delle esperienze e delle avventure, un po’ persa e un po’ curiosa, senza sapere bene cosa voglio fare, cosa sono brava a fare, senza trovare lo spirito della mia vita. Poi, il leitmotiv degli ultimi tempi ormai è un disco rotto che sa solo dire che, forse, in fondo, sono anche una persona sensibile, ma sotto quei metri e metri di ghiaccio. Sembra che a tutti sia venuto in mente contemporanamente di farmi presente che sono una stronza. Sabato ero ad un matrimonio di una coppia amici e, al riparo da sguardi pettegoli, nel buio di un grande albero, parlavo con un cuore inquieto come il mio. Un cuore che tante estati fa, un giorno, fece molta strada per portarmi un fiore e della musica solo per me. Un cuore che avrebbe voluto amarmi, ma a cui io non l’ho permesso. Non sapevo di poter causare dolore. Sinceramente non lo credevo. Non volevo diventare quello che sono, non volevo vivere in una torre d’avorio. Meravigliosa e gelida. E’ che sembra così difficile, consegnare la propria vita nelle mani di un altro, essere stupenda agli occhi di qualcuno, ma così stupenda al punto di lottare per avermi. Scusate l’eccesso cinismo, ma si incontra solo gente di merda. Ragazzi dallo sguardo stanco e vuoto. E poi la coca. Cazzo. E’ dappertutto. Sembra di essere in un film i Brian De Palma, peccato che io in Carlito’s way non ci tenga particolarmente a recitarci. Non voglio avere l’angoscia di fare l’amore con uno che il giorno dopo non se lo ricorda nemmeno perchè era troppo fatto. E poi, perchè? Il perchè no? io non lo accetto. Io accetto solo il coraggio di vivere la propria vita, anche se fa schifo. Odio i palliativi. Forse è anche per questo che sono sola. Non merito un fidanzato cuscinetto, da tenere buono nei tempi difficili, quando si ha bisogno di una spalla sulla quale piangere e di una finta stabilità emotiva. Ce la faccio anche da sola, grazie. Ho sempre creduto nell’Happy End. In realtà ci credo ancora, è solo che sono un po’ confusa su quale sia il mio. Ma ce ne deve essere per forza uno solo? Uguale per tutti? Mio padre, di me, ha sempre detto Hai sempre fatto tutto ciò che volevi, sin da bambina... Sarà che sono una combattente, sarà che nei sogni non ho smesso di crederci… anzi, paradossalmente, ci credo più io di quelle con la Vita Felice e il Fidanzato Regolare, che si sono adattate ad una vita media e non pericolosa. So, di sicuro, che le strade sono molteplici, e che la mia sarà tortuosa e difficile. Ma, so che, prima o poi, il tempo si fermerà, sui titoli di coda ed accadrà qualcosa di sorprendente.
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ciao tutti.
questo post non so che forma avrà, probabilmente non l’avrà, viste le premesse. è qualche giorno che non scrivo, non perchè non abbia niente da dire… ieri Luigi party night, festa per la nostra transessuale preferita, cena sponsor da Beppe, fiumi di Laurent Perrier, tanta tanta scemenza. si, ci siamo divertite, io e le mie amiche grandi. diciamo che, ecco, mi sento un po’ vuota, in questi giorni, ma soprattutto persa. non so cosa devo fare. cioè, lo so, ma non so se voglio. cerco di pensare a come sarebbero le cose se… e vedo solo che sarebbero troppo dolorose. ma del resto è anche presto per fare queste valutazioni (forse me la sto solo raccontando, per posticipare il problema a quando tutto sarà già successo, non so). so che aspetto domattina, per ricevere un’e-mail. stasera voglio solo spegnere il cervello. sono troppo confusa. i lapsus confermano. poi c’è lui, che avrei voglia di vedere sempre. ma ho paura che ora sia tutto diverso. poi non sto bene in questi giorni, mi sento malata, mi fa di nuovo male il fianco, ho paura di quella maledetta ecografia. dormirei e basta. ora spengo tutto, vado giù, guardo Dirty Dancing sul divano e poi dormo. e domani si vedrà.
sì, sto proprio da culo. senza tanti giri di parole. e stavolta è proprio tutta colpa mia. così imparo a non saper gestire i sentimenti. è sempre la solita storia, non so essere umana. e me lo merito se di me non ci si può fidare. è troppo tardi, ormai. dentro, è come se mi si fosse rotto qualcosa. la diga ha ceduto. ma non c’è più nessuno ad aiutarmi ad arginare tutto quel mare blu.
scusami.
questo è quanto. non ne voglio parlare. più.
on air, Come si cambia.
Un pomeriggio della vita ad aspettare che qualcosa voli
a indovinare il viso di qualcuno che ti passa accanto
Tornare indietro un anno, un giorno, per vedere se per caso c’era
e sentire in fondo al cuore
un suono di cemento
mentre ho già cambiato uomo un’altra volta
Come si cambia per non morire
come si cambia per amore
come si cambia per non soffrire
come per ricominciare
Con gli occhi verdi e brillantina
sento il duemila certo che verrà
agile la pioggia sopra le mie spalle nude
E dentro un taxi nella notte avere freddo e non sapere dove
sopra un letto di bottiglie rotte strapazzarsi il cuore
e giocare a innamorarsi come prima
Come si cambia per non morire…
Quante luci dentro ho già spento
quante volte gli occhi hanno pianto
quante mie incertezze ho già perso, oh no…
Come si cambia per non morire, come si cambia…
Sentire il soffio della vita su questo letto che fra poco vola
toccarti il cuore con le dita e non aver paura
di capire che domani è un altro giorno
Come si cambia per non morire
come si cambia per amore
come si cambia per non soffrire
come si cambia per ricominciare
